Colle Don Bosco

Questa è la terra di Giovannino Bosco. Qui egli nacque, giocò, lavorò, ascoltò la voce di Dio. Qui respiriamo la gioia e la forza spirituale di Don Bosco. Questi luoghi sereni sono carichi di ricordi e di messaggi. Colle Don Bosco è il luogo dove è nato e partito il sogno di Don Bosco. Su questa collina nella borgata Becchi, in frazione Morialdo e comune di Castelnuovo (AT), il 16 agosto 1815 è nato San Giovanni Bosco, nella “cascina Biglione” dove il padre lavorava come mezzadro. Qui si trovano i luoghi che testimoniano la sua presenza e la sua opera in favore della gioventù.

1.Basilica di Don Bosco

 

È collocata sul luogo dove sorgeva la Cascina Biglione, dove è nato Giovannino Bosco e dove abitò la famiglia fino alla morte del padre Francesco.

La Basilica comprende la Chiesa superiore e la Chiesa inferiore. È un edificio recente costruito in forme classiche, interpretate secondo modelli contemporanei. La Basilica è preceduta da un grande piazzale destinato ad ospitare i numerosi pellegrini e visitatori.

All’ingresso della chiesa superiore si nota un espressivo monumento formato da una statua bronzea di Don Bosco, a lui dedicata dal corpo insegnante italiano nel 1929.

Il Santuario è stato progettato e voluto dai Salesiani come omaggio a Don Bosco e come simbolo visibile del suo sogno di portare i giovani a Gesù. Fu realizzato nelle sue principali strutture negli anni 1961-1965. I lavori si conclusero il I° Maggio 1984 con una solenne consacrazione.

Nella sistemazione definitiva dello studio dell’arch. Trucco di Torino, la grande chiesa superiore è internamente rivestita di pannelli di legno. In corrispondenza delle quattro testate che chiudono l’impianto cruciforme della basilica questo rivestimento ligneo si apre verso l’alto con un grande intaglio che permette l’allocazione dell’organo a canne, la visione di dipinti su tela e la statua del Cristo Risorto. La scultura di Corrado Piazza è in legno di tiglio e ricorda la vocazione indicata da Gesù a Giovannino Bosco: annunziare al mondo intero, e specialmente ai giovani, che il Vangelo è un messaggio di beatitudine e di gioia, di ottimismo e di risurrezione.

Le pitture del Santuario superiore sono opera di Mario Bogani, lo stesso pittore che ha eseguito i mosaici esterni  e i pannelli che avvolgono la reliquia di Don Bosco, sul retro dell’altare maggiore nella Chiesa inferiore.

La Basilica superiore, accanto ai confessionali, mostra la Via Lucis in sculture, un originale itinerario di devozione pasquale in cui si ricordano e si celebrano gli eventi della vita di Cristo dalla risurrezione alla Pentecoste.

La chiesa inferiore venne solennemente inaugurata da Don Luigi Ricceri, sesto successore di Don Bosco, alla vigilia del centocinquantesimo anniversario della nascita del Santo.

L’interno è ornato da marmi e vetrate che creano un’atmosfera raccolta e lo sguardo viene presto attratto dal presbiterio: l’Altar Maggiore, la grande pala retrostante, il tabernacolo e l’Ausiliatrice.

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2.Via Lucis


La Basilica di Don Bosco è il primo luogo al mondo che mostra ai pellegrini una Via Lucis in sculture, un itinerario originale di devozione pasquale in cui si ricordano e si celebrano gli eventi della vita di Cristo dalla risurrezione di Gesù alla Pentecoste.

3.Cascina Biglione


La sua casa natale.

Dove oggi sorge il tempio, c’erano la casa rustica e la cascina dei Biglione, una nobile famiglia di Torino. Francesco Bosco, giovane contadino pieno di energie, divenne presto il massaro della cascina. Francesco rimase vedovo, con il figlio Antonio, quindi si risposò con Margherita Occhiena, dando alla luce altri due figli, Giuseppe e Giovanni.

Tuttavia la salute era precaria su queste colline e nel maggio 1817, quando Giovannino aveva quasi due anni, una violenta polmonite stroncò papà Francesco in pochi giorni.

4.La “Casetta”


“Questa è la mia casa”

A due anni Giovanni rimane orfano di padre, così con la madre, i fratelli e la nonna, la famiglia Bosco si trasferisce nella casupola acquistata dal padre e adattata dalla mamma ad abitazione.
Qui riceve la preziosa educazione di Mamma Margherita: i fondamentali dei valori umani e cristiani. E’ composta dalla stalla, la stanzetta-cucina e, al piano superiore, la cameretta della mamma e della nonna e, infine, la stanzetta del sogno, fatto da Giovannino tra i nove-dieci anni e che l’avrebbe guidato per tutta la vita.
La casetta è appoggiata ad una struttura che ospita antiche foto della collina e richiama i valori educativi di mamma Margherita.
Il piccolo edificio testimonia ai pellegrini l’umiltà della famiglia di don Bosco e della vita contadina di un tempo.

5.Casa del fratello Giuseppe


L’edificio  a due piani situato quasi di fronte alla “casetta”, a fianco del Santuarietto di Maria Ausiliatrice, è la casa del fratello Giuseppe. Giuseppe, il fratello di Don Bosco, si sposò a vent’anni, e qui costruì la sua casa. Una stanza al primo piano era riservata a Don Bosco. Una stanza al pianterreno fu poi destinata a cappella, benedetta da Don Bosco nell’ottobre del 1848. Il granaio e il fienile divennero dormitorio autunnale per i ragazzi dell’Oratorio che trascorrevano una breve vacanza con Don Bosco in tempo di vendemmia; festeggiavano la Madonna del Rosario e poi partivano per le famose passeggiate autunnali. Qui è stata apposta una meridiana con la scritta che scandì gli anni di studio del chierico Bosco: “Afflictis lentae – celeres gaudentibus horae”, ovvero “Le ore passano lente per coloro che sono tristi, velocemente per chi è nella gioia”.

6.Museo della Civiltà Contadina dell'Ottocento


Realizzato accanto alla casa del fratello Giuseppe, il Museo della Civiltà Contadina illustra la vita della famiglia contadina dell’Ottocento sulla collina monferrina e piemontese in genere.
La vita di ogni uomo viene condizionata dall’ambiente culturale, e ancor più da quello naturale in cui ognuno ha trascorso gli anni della fanciullezza e dell’adolescenza. Così fu per Giovanni Bosco, immerso nella mentalità contadina, fatta di vivo senso familiare, di molto lavoro, di duro sacrificio, di estrema povertà e di forte fede cristiana. Gli oggetti e le fotografie del Museo testimoniano questo stile di vita e i suoi valori, che i Missionari di don Bosco hanno portato nel mondo.

7.Santuarietto di Maria Ausiliatrice


In origine, questo luogo era occupato dalla minuscola casetta di Antonio Bosco, poi destinato (1915-17) al Santuarietto di Maria Ausiliatrice.
Fu un’iniziativa dei Cooperatori salesiani, che vollero ricordare due centenari: l’istituzione della Festa di Maria Ausiliatrice da parte del papa Pio VII (24 Maggio 1815) e il centenario della nascita di Don Bosco. Alla costruzione contribuirono ragazzi di tutto il mondo: la corona di stemmi che corre sotto il tetto ricorda tutte le loro nazioni. Il progetto fu tracciato dall’architetto salesiano Giulio Valotti. La statua di Maria Ausiliatrice è opera delle Scuole Professionali Salesiane di Barcellona (Spagna). Oggi è luogo di adorazione e preghiera quotidiana per la gioventù e la Famiglia salesiana nel mondo.

1.Prato e Pilone del Sogno


Il prato ad ovest è quello visto, a nove anni, nel sogno profetico della sua futura missione. Un pilone ricorda quella visione che prefigura una vita completamente spesa per i giovani. Giovannino, crescendo, sente nascere in cuore un desiderio grande: studiare. Per diventare prete. Per prendersi cura dei ragazzi. Dio gli fa capire in modo straordinario un suo progetto. Don Bosco è conosciuto anche come il “Santo sognatore”. Già nella Bibbia per alcuni personaggi il sogno era un modo di comunicare di Dio (pensate ai sogni di Giacobbe, Giuseppe o san Giuseppe). Così con Don Bosco: qui riceve la missione di prendersi cura dei ragazzi di tutto il mondo. Il primo sogno significativo sulla sua vita è stato quello fatto a nove anni. Era ambientato qui, su questa distesa che sfociava nel prato, grande orizzonte fino a Buttigliera e oltre. Con bontà, conquistando il loro cuore, deve invitarli a trasformarsi da animaletti selvatici e aggressivi in docili agnelli (da ragazzi poveri, abbandonati e pericolanti in buoni cristiani e onesti cittadini).

2.Monumento a Giovannino giocoliere


Il monumento sottolinea gli inizi di Giovanni come giovanissimo animatore attraverso l’arte del giocoliere e del saltimbanco. Su questi prati. Gradualmente, nell’impostare i suoi spettacoli di intrattenimento, Giovanni segue alcuni criteri che orienteranno più tardi il gioco in Oratorio: serietà nella preparazione, divertimento sano e intelligente e finalità formativa. Dalla madre impara un criterio per farsi degli amici: legarsi a chi è leale e generoso (evitare i volgari, i grossolani, i maleducati, i prepotenti…) e a chi è aperto al senso di Dio.

3.Monumento a Mamma Margherita


Nel prato del “sogno dei nove anni” si posa l’occhio vigile di Mamma Margherita, opera in bronzo  di Enrico Manfrini (1992), corredata da cinque formelle in bronzo che illustrano episodi della sua vita ai Becchi. Nella casetta dei Becchi, i bisognosi sapevano di trovare un cuore accogliente per qualsiasi necessità. Il monumento vuole essere un segno di riconoscenza della Famiglia Salesiana a colei che ha dato un contributo determinante alla formazione del Santo dei giovani.

4.Istituto Salesiano “Bernardi Semeria”

Alla vigilia della Beatificazione di Don Bosco (2 Giugno 1929) il suo terzo successore, Don Filippo Rinaldi, acquistò la Cascina Biglione e i terreni intorno. Su questo terreno Don Pietro Ricaldone costruì, dal 1938 al 1940, un grande Istituto destinato ai giovani orfani e poveri, desiderosi di donare la propria vita all’educazione di altri ragazzi.

Nell’Istituto fu aperta una Scuola Grafica per la diffusione della buona stampa, in appoggio alla campagna catechistica (avviata nel 1942). Presso tale scuola si formarono numerosi salesiani coadiutori che poi partirono come missionari in tante parti del mondo.

L’Istituto porta il nome del benefattore che lo offrì, l’Avv. Pietro Bernardi, e del suo nipote, padre Semeria.

Attualmente nell’Istituto vive e opera la Comunità salesiana del Colle che accoglie pellegrini, turisti e gruppi giovanili, ospita un Centro Professionale specializzato nelle Arti Grafiche e dà un valido sostegno alle parrocchie del territorio.

5.Museo Etnografico Missionario

Documenta la dimensione missionaria del sogno dei 9 anni: don Bosco padre e maestro della gioventù del mondo.
Iniziata nel 1875, l’avventura missionaria dei Salesiani di don Bosco oggi raggiunge oltre 130 nazione. Il Museo Presenta la testimonianza dell’azione missionaria dei figli di don Bosco e dell’incontro con culture ai più sconosciute. Nelle vetrine sono esposti reperti significativi della vita materiale, familiare, lavorativa, religiosa e sociale.
I pannelli luminosi richiamano alcuni grandi missionari di don Bosco, e l’azione di promozione umana e di evangelizzazione portata avanti nei territori di missione.
Per saperne di più visita il sito www.museocolledonbosco.it e su facebook Museo missionario

6.Croce sul colle delle beatitudini giovanili



La definizione di “Colle delle beatitudini giovanili” proviene direttamente da un discorso tenuto dal papa Giovanni Paolo II durante la sua visita al Colle Don Bosco del 3 settembre 1988. Egli si riferiva però in generale a tutte le colline che hanno caratterizzato l’infanzia di San Giovanni Bosco. La croce invece ricorda l’ultimo sogno missionario avvenuto tra il 9 e il 10 aprile 1886 mentre Don Bosco si trovava a Barcellona.

7.Via biblica giovanile



Partendo dalla casetta di Giovanni Bosco e proseguendo lungo la strada che porta alla casa di Domenico Savio si incontra un percorso arricchito da 14 piloni che raccontano le vite di altrettanti giovani presenti nella Bibbia.

AUDIOGUIDE

APPROFONDIMENTI

MAPPA

Al Colle Don Bosco puoi trovare:


Ampi parcheggi per oltre 300 macchine

Sale di riunione, saloni pellegrini e sala-teatro di 400 posti

Servizio bar e distributori automatici

Spazi per il pic-nic

Ristoro “Mamma Margherita” con la disponibilità di 700 coperti (tel. +39 011.9927158). Si trova ai piedi della collina

Ufficio Accoglienza (tel. +39 011.9877162) e negozio di souvenir presso l’atrio d’ingresso alla chiesa inferiore, sotto la scalinata.

Possibilità, previo accordo telefonico, di guide o di intervento introduttivo per la visita. Il servizio è ad offerta libera.

Orari delle Sante Messe in Basilica

Feriale (nella Chiesa inferiore):
7,00 – 8,00 – 11,00 – 17,00 (ora legale)
7,00 – 8,00 – 11,00 – 16,00 (ora solare)

Domenica e Festivi compreso Pasquetta e Santo Stefano (nella Chiesa superiore):
8,00 – 9,30 – 11,00 – 17,00 – 18,15 (ora legale)
8,00 – 9,30 – 11,00 – 16,00 – 17,15 (ora solare)

Confessioni e Colloqui

Feriale: da lunedì a sabato mattino e vigilia delle feste di precetto (Chiesa inferiore):
6,15 – 8,15; 9,00 – 11,30; 15,30 – 17,30

Sabato pomeriggio e vigilie delle feste di precetto:
15,30 – 17,45

Ufficio Accoglienza Pellegrini e Informazioni
Orari: Feriali: 9,00 – 12,00 e 14,30 – 18,00
Domeniche e festivi: 8,30 – 12,00 e 14,30 – 18,30
Tel. +39 011.9877162 (fuori orario tel. centralino 011.9877111)
oppure: accoglienza@colledonbosco.it

Accoglienza di un giorno

Spazi per incontri di riflessione, per giornate di ritiro spirituale e celebrazione: è necessario prenotare presso l’Ufficio accoglienza.

Su prenotazione, presso l’Ufficio Accoglienza possibilità di:
sale per incontri
sale per refezioni al sacco
visite guidate

Tel. +39 011.9877162
Fax +39 011.9877236
E-mail: info@colledonbosco.it

Ospitalità e Pernottamento

Alloggio
In ambienti adeguati per offrire accoglienza dignitosa e pernottamento:
cameroni a più posti letto,
camere singole con bagno,
camere doppie con bagno.

Vitto
Pasti preparati dal vicino Ristoro Mamma Margherita oppure con cucina autogestita
(a scelta).

Costi
Sono contenuti, per favorire l’esperienza a tutti i gruppi, soprattutto a chi viene da lontano ed ha costi di trasporto.
Le quote dipendono dal tipo di sistemazione (camerone, cameretta) e dalla scelta per il vitto (attraverso il Ristoro Mamma Margherita oppure in autogestione).

Informazioni
E-mail: info@colledonbosco.it
Cel.: +39 335.6423972