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«Non si può capire don Bosco senza mamma Margherita», ha tenuto a precisare papa Francesco nel suo discorso ai salesiani e alle Figlie di Maria Ausiliatrice nella Basilica di Valdocco di Torino il 21 giugno scorso. Nell’anno bicentenario della nascita del santo non si può non avere un ricordo particolare per la donna che ha educato per prima colui che sarebbe divenuto educatore di una moltitudine di giovani poveri e senzatetto. Le Memorie biografiche di don Bosco raccontano molto bene come Margherita Occhiena si prodigò da sola a crescere Giovanni Bosco e i due fratelli maggiori, Antonio e Giuseppe, dopo la prematura morte del marito stroncato da una polmonite.

A 29 anni, la ragazza di Capriglio, Margherita, dovette affrontare diverse sfide educative con i suoi ragazzi, senza però mai scoraggiarsi. Forte era in lei la fiducia in Dio. Li istruì sull’abbicì della fede, alla pratica dei sacramenti e in cose compatibili con la loro età. Insegnò a ringraziare il Creatore per quanto di bello e buono egli aveva donato loro. Quel “Laudato si’” di san Francesco d’Assisi era perfettamente udibile sulle labbra di Margherita ogni volta che uscendo all’aperto mostrava ai figli il cielo e diceva: «È Dio che ha creato il mondo e ha messe lassù tante stelle. Se è così bello il firmamento, che cosa sarà del paradiso?». Nelle belle stagioni, guardando alle campagne, ai prati in fiore, di fronte ad una lesta aurora, esclamava: «Quante belle cose ha fatto il Signore per noi!». Nelle Memorie si racconta che quando c’era un temporale, Giovanni e gli altri fratelli si stringevano intorno a Margherita: «Quanto è potente il Signore, e chi potrà resistere a lui? Dunque non facciamo peccati!».

Finanche quando la grandine guastava i raccolti, Margherita sapeva trarne insegnamento: «Il Signore ce li avea dati, il Signore ce li ha tolti. Egli n’è il padrone. Tutto pel meglio; ma sappiate che pei cattivi sono castighi, e con Dio non si burla». Se i raccolti riuscivano bene e abbondanti, ecco riecheggiare il “Laudato si’”: «Ringraziamo il Signore, quanto è stato buono con noi dandoci il nostro pane quotidiano. Quanta gratitudine non dobbiamo al Signore, che ci provvede di tutto il necessario. Dio è veramente padre. Padre nostro che sei ne’ cieli!». Così don Bosco crebbe alla scuola di Margherita e tutto trasmise ai suoi ragazzi affinché lodassero il Signore per le meraviglie che aveva compiuto nelle loro giovani esistenze.

Antonio Carriero
7 luglio 2015


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