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«O Signor Barone, voi dovete assolutamente salvarvi l’anima, ma voi dovete dare ai poveri tutto il vostro superfluo; quanto vi ha dato il Signore. Prego Dio che vi conceda questa grazia straordinaria. Spero che ci vedremo nella beata eternità. Pregate per la salvezza dell’anima mia». Così scrive Don Bosco in una sua lettera del gennaio 1888 al barone Feliciano Ricci des Ferres, nobile cattolico impegnato nel sociale, suo amico e benefattore. Il testo, che riprende temi cari al santo dei giovani, è inserito in una delle 22 sue lettere autografe custodite nella Biblioteca di storia e cultura del Piemonte “Giuseppe Grosso” di Torino.

Sono esposte dal 20 giugno, insieme ad altri documenti e immagini originali, nella sede storica della Provincia di Torino in coincidenza con la quinta visita guidata a Palazzo Dal Pozzo della Cisterna. Il sindaco Piero Fassino ha fatto dono a papa Francesco, in visita al capoluogo piemontese, delle copie anastatiche delle lettere, perfettamente riprodotte su carta originale risalente al XIX secolo. Accompagna il regalo con questa dedica: «Confido che vorrà accogliere questo piccolo dono come manifestazione visibile dell’orgoglio che nutriamo per la nostra storia piemontese, capace di creare le condizioni per la nascita e lo sviluppo di quei santi sociali cui deve tanto sia la dottrina sociale della Chiesa sia la riflessione laica sulla solidarietà».

Tutto il carteggio ripropone le abituali richieste di Don Bosco al barone Ricci de Ferres: dal denaro agli oggetti più diversi utili ai suoi laboratori, oratori e comunità salesiane. Con il suo inconfondibile stile sobrio e immediato, come era nel suo carattere, accompagna la domanda di aiuti con sincere espressioni di riconoscenza, coniugate con il riferimento a ciò che gli sta ancora più a cuore: la salvezza eterna. In particolare, nella lettera dell’11 ottobre 1883, spiegando al barone di aver ricevuto dal Papa l’incarico di aprire una missione in Patagonia, non ha paura di confidargli: «Ne affidò tutta la cura ai Salesiani ma non un soldo». E, senza soldi, anche per un santo diventa un’impresa sovrumana inviare trenta tra preti e catechisti per aprire una missione nel sud dell’Argentina: «il Santo Padre e la Propaganda Fide – precisa – a motivo dei tempi che traversiamo, non sono in grado di venirmi minimamente in soccorso». Dunque, caro barone, mano al portafogli. E grazie, anche a nome… della Provvidenza.

Antonio Carriero
30 giugno 2015


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