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Il tema dell’incontro di Roma è approfondire lo sviluppo del carisma del fondatore. Don Cereda: attirati ancora oggi dalle sue intuizioni.

Don Bosco, come tutti i santi che hanno segnato la storia della Chiesa e dell’Italia, è un «continente» in continua esplorazione. La sua figura di prete, scrittore, educatore ha catturato da subito l’attenzione degli studiosi, cattolici o laici. Il Congresso Internazionale, che inizierà domani al “Salesianum” di Roma-Pisana (fino al 23 novembre), è la conferma di un interesse che supera la barriera del tempo per il «prete dei giovani», vissuto in pieno Risorgimento e all’inizio della rivoluzione industriale. La «tre giorni» è stata pensata e progettata dai Salesiani e dalle Figlie di Maria Ausiliatrice. Si pone l’obiettivo di approfondire lo «Sviluppo del carisma di don Bosco fino alla metà del secolo XX». Uno dei coordinatori dell’evento, don Francesco Cereda, vicario del rettor maggiore, riassume così lo spirito con cui verrà sondato ulteriormente il “continente-don Bosco”: «Anche se sono trascorsi 200 anni dalla sua nascita, ancora oggi siamo attirati dalle sue originali intuizioni. Cercheremo di studiarle meglio per capire il successo delle realizzazioni che lui ha costruito e di quelle avvenute dopo la sua morte e che oggi sono ancora in crescita». E il “bosco” continua a crescere e ad “adattarsi” ai terreni più difficili, pericolosi o promettenti su cui sono costruite le periferie o i quartieri più tranquilli, ma altrettanto bisognosi di riscatto, formazione ed educazione.

Le relazioni degli esperti e i dibattiti in aula, riproponendo aspetti conosciuti e inediti della storia, della pedagogia e della spiritualità di don Bosco cercheranno di declinare la sua passione educativa che, ancora secondo don Cereda, «cercava di dare risposte sempre pertinenti ai nuovi bisogni dei tempi, secondo la sua regola di vita: “sono sempre andato avanti come il Signore mi ispirava e le circostanze esigevano”. Sarà quindi un congresso aperto al futuro». Pensando al “dopo Congresso”, l’altra coordinatrice del Congresso, suor Grazia Loparco, delinea l’obiettivo finale: «consegnare ai partecipanti e a tutti l’eredità del fondatore».

Antonio Carriero


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