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“Saluto ai partecipanti al Congresso”

Don Francesco Cereda, sdb

Carissimi Rettor Maggiore e Madre Generale,
Membri della Famiglia Salesiana,
Confratelli SDB e Consorelle FMA,
Partecipanti al Congresso Storico Internazionale 

Sono lieto di porgervi il saluto e il benvenuto qui al “Salesianum” della nostra Casa generalizia SDB in occasione delle giornate di studio e approfondimento del Congresso Storico Internazionale sullo sviluppo del carisma di Don Bosco. E’ questo Congresso, che ora iniziamo, uno degli eventi importanti del Bicentenario della nascita di Don Bosco.

  1. E’ stata per me una gradita sorpresa constatare come fin dagli inizi questo Congresso sia stato pensato e progettato in totale e piena corresponsabilità e condivisione tra SDB e FMA. Sotto l’impulso e l’orientamento del Rettor Maggiore emerito don Pascual Chavez e della Madre Yvonne Reungoat, sono stati costituiti tre gruppi di studio e lavoro che avevano come tematiche la storia dell’opera salesiana, la storia della pedagogia salesiana, la storia della spiritualità salesiana. Inoltre è stato costituito un gruppo di coordinamento condotto da Suor Piera Cavaglià e da me, formato dai responsabili dei tre gruppi di studio e lavoro, rispettivamente don Giorgio Rossi, Don José Manuel Prellezo, don Aldo Giraudo, e dal Segretario don Bruno Bordignon. Questa collaborazione positiva tra SDB e FMA può essere senza dubbio considerata un frutto del Bicentenario, maturato su un albero che già aveva prodotto altri risultati e che è piantato sul terreno della comune storia salesiana nelle sue varie e differenti espressioni. Ѐ un cammino che si sta consolidando e che mi auguro possa continuare individuando nuovi progetti e nuove realizzazioni.
  1. Questo Congresso non ha inteso concentrare la sua attenzione sulla figura storica, quanto piuttosto sul carisma di Don Bosco. L’espressione carisma è stata assunta in senso storico e sociologico. Siamo consapevoli dell’origine teologica e spirituale di un carisma; esso è un dono suscitato dallo Spirito per il rinnovamento e lo sviluppo della Chiesa e della società, in risposta a nuovi bisogni che sorgono in una determinata epoca. Nel contesto storico che analizzeremo, a noi in questo Congresso stanno a cuore esplicitamente le manifestazioni del carisma di don Bosco, ossia il fascino e l’autorevolezza della sua figura, il suo stile di vita e azione, le sue nuove intuizioni e scelte fondamentali, le sue realizzazioni, il suo inserimento nel contesto sociale, culturale ed ecclesiale, …Ognuno di noi ha un’attrazione particolare per la figura di don Bosco, un’attenzione specifica per la sua azione, una intuizione fondamentale circa il suo carisma, che costituiscono i presupposti della ricerca storica. Quando uno studioso si accosta a un realtà storica da comprendere, la sua mente non è del tutto vuota e sgombra dell’ambiente storico e culturale che l’ha formata nel tempo. Questa “precomprensione”, quindi, interviene prima ancora che si svolga il lavoro d’interpretazione e lo condiziona, lo impronta di sé. La conoscenza, cioè, risente dell’ambito storico e psicologico in cui essa si svolge, così che essa è il prodotto di una sovrapposizione circolare di nozioni. Il Congresso non approfondirà il carisma di don Bosco; quanto piuttosto il suo sviluppo. Il carisma di Don Bosco, potremmo dire, è come una sorgente di luce, che illumina e chiarisce tutte le realtà da esso prendono splendore, colore e vita; il carisma in questo caso è l’implicito e il non espresso rispetto all’esplicito e al dichiarato nelle realizzazioni che da esso promanano. Il Congresso non parlerà direttamente di Don Bosco; potremo però cogliere la sua figura e comprendere la sua opera dalle realizzazioni che gli sono susseguite dopo la morte.
  1. Qui noi ci interessiamo di sviluppo storico, cioè del corso evolutivo, dello svolgimento storico, dell’avanzamento, in particolare della Famiglia salesiana, secondo una linea di progresso che porta gradualmente a stadi più elevati e complessi con un aumento della conoscenza, della scienza, dell’organizzazione, della coscienza etica e religiosa e, conseguentemente, delle realizzazioni. Don Bosco era consapevole che la sua opera avrebbe avuto uno sviluppo positivo e una crescita; così egli si esprimeva: «Voi compirete l’opera che io incomincio: io abbozzo, voi stenderete i colori. Ora c’è il germe». Secondo la visione provvidenziale della sua storia personale e della storia della sua opera, don Bosco riteneva di avere posto il seme e che da lui sarebbe cresciuto un albero rigoglioso.
    Lo sviluppo non implica necessariamente, secondo la visione illuministica, progresso e crescita, ma certamente comporta cambiamento. Nello sviluppo ci può essere novità nella continuità o nella rottura, nella fedeltà o nel tradimento; in alcune fasi storiche può verificarsi anche resistenza al cambiamento, immobilismo o ripetitività e quindi chiusura alla novità, infedeltà all’impulso iniziale, assenza di sviluppo o decrescita. Lo studio dello sviluppo chiede una lettura dei fatti attuali alla luce di ciò che è stato all’inizio; occorre cioè un ermeneutica dello sviluppo che sappia trovare la novità nella fedeltà. Così potremo comprendere come assumere nell’oggi una fedeltà creativa.Don Bosco, rileggendo la sua storia, ci ha offerto un criterio di discernimento per lo sviluppo della sua opera; egli ha sempre cercato di dare risposte sempre pertinenti ai nuovi bisogni dei tempi; così egli si esprimeva: “Sono sempre andato avanti come il Signore mi ispirava e le circostanze esigevano”. Cercheremo di scoprire in questo Congresso quale tipo di sviluppo si è avuto a riguardo del carisma di Don Bosco; in questo modo il nostro Congresso è aperto al futuro.
  1. Concludo esprimendo l’augurio che questo Congresso ci aiuti a renderci consapevoli della necessità della ricerca storica nei nostri Istituti e nella Famiglia salesiana, ad avanzare nella passione per la ricerca salesiana nelle sue tre espressioni, a trovare e preparare persone che si dedichino alla ricerca. Mi auguro anche che in questi giorni noi partecipanti possiamo fare esperienza di salesianità: esperienza che arricchisca la nostra vita, le nostre relazioni, la nostra vita spirituale e l’impegno apostolico, la nostra collaborazione. Questo Congresso infine faccia crescere la nostra ammirazione per Don Bosco e la nostra gratitudine a Dio per il suo carisma.

Grazie!

Congresso storico – relazioni del 19 novembre

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