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Hanno tutti un gran sorriso carico di gioia, allegria e speranza. Sono i cinquanta pellegrini speciali, senza tetto, malati, indigenti di Roma arrivati ieri a Torino negli Accueil dell’ospedale Maria Adelaide e del Cottolengo per venerare la Sindone. È il pellegrinaggio della parrocchia Santa Lucia di Roma, in piazzale Clodio, che ha scelto di portare davanti al Volto del Sofferente proprio i parrocchiani alle periferie, che dormono per le strade, sulle panchine.

La comunità romana tutto l’anno si prende cura dei senza fissa dimora attraverso una mensa attrezzata e servizi di accoglienza. Il viaggio è stato finanziato da Papa Francesco, venuto a conoscenza dell’iniziativa della parrocchia, attraverso il suo elemosiniere padre Konrad Krajewski che ha incontrato i pellegrini prima di partire portando loro il saluto e la benedizione del Papa. Scesi dal bus hanno infatti tutti in mano l’immaginetta di Francesco: «è grazie a lui se siamo qui».

Ad accoglierli davanti al Maria Adelaide l’Arcivescovo mons. Cesare Nosiglia e don Marco Brunetti, direttore della Pastorale della Salute della diocesi, che coordina gli Accueil con suor Gabriella Denti e suor Giuseppina Fornoni. Mons. Nosiglia conosce bene la parrocchia Santa Lucia e la sua attenzione verso i più fragili; durante il suo incarico di vicegerente di Roma prestava infatti spesso servizio presso la comunità romana.

«Spero che la Sindone possa essere un messaggio di speranza per questi fratelli – ha evidenziato – perché possano ripartire». Ad accompagnarli il viceparroco don Pablo Castiglia insieme a cinque volontari della mensa parrocchiale. Pellegrini di diverse età e nazionalità (italiani, spagnoli, peruviani, romeni, ucraini, bielorussi, indiani, nigeriani) con alle spalle situazioni drammatiche che li hanno portati a vivere nella precarietà.

Questa mattina il gruppo si è recato davanti alla Sindone attraverso il percorso riservato alle autorità. «Agli occhi di Dio non ci sono differenze – ha evidenziato don Marco Brunetti – questo pellegrinaggio è la testimonianza più vera dell’Amore più grande, che rimette al centro chi è ai margini. Un’accoglienza che ha ridonato loro la dignità, rendendoli soggetti attivi e protagonisti, un’esperienza che non può lasciare indifferenti, ma potrà portare segni di cambiamento e speranza».

«Cerchiamo di vivere la carità tutti i giorni – ha commentato don Castiglia dopo la visita – c’è una corrispondenza diretta tra la Sindone e le sofferenze di queste persone che non hanno una vita semplice, ognuno ha alle spalle storie difficili, anche drammatiche. Questo pellegrinaggio è la testimonianza che l’Amore può salvare, come il Volto della Sindone ci mostra davanti ai nostri occhi, un volto che ci spinge ad uscire dalle nostre realtà per andare incontro ai fratelli e testimoniare questo Amore».

 

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Per informazioni su tutti gli eventi legati alla Sindone: www.sindone.org.