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DIREZIONE GENERALE OPERE DON BOSCO
Via della Pisana 1111 – 00163 Roma
Il Rettor Maggiore

AI MIEI CONFRATELLI SALESIANI SDB
E A TUTTA LA NOSTRA FAMIGLIA SALESIANA

LETTERA FAMILIARE

SALUTO

Miei cari confratelli SDB: ricevete il mio saluto personale, che mando a ciascuno di voi nelle vostre comunità, con tutto il mio affetto.
E pure voi, miei cari fratelli e sorelle della nostra Famiglia Salesiana nel mondo: ricevete con molto affetto il mio saluto, col desiderio che ho di potermi mettere in comunicazione con tutti voi.

Vi sto scrivendo da Valdocco, prima dell’inizio dell’incontro con i nostri Confratelli salesiani Vescovi, dopo un ampio e piacevole viaggio compiuto visitando alcuni luoghi del nostro mondo salesiano, dove abbiamo potuto incontrarci con molti fratelli e sorelle, constatando nella vita quello che tante volte diciamo con le parole, sulla nostra realtà come Famiglia Salesiana.

In questa Lettera, cui personalmente do’ il nome di LETTERA FAMILIARE, come un’altra anteriore, per differenziarla dalle Lettere che si pubblicano negli Atti del Consiglio Generale, mi propongo, con semplicità, di farvi giungere alcune notizie e riflessioni che favoriscano in vari modi la comunicazione, come di seguito vi espongo.

1. IL DESIDERIO DI MANTENERCI IN COMUNICAZIONE

1. C’è una comunicazione ufficiale, che viene fatta attraverso gli ATTI DEL CONSIGLIO GENERALE. Sono due Lettere ogni anno, la seconda delle quali è la Strenna a fine anno, che viene offerta, in primo luogo e secondo la tradizione, alle nostre Sorelle Figlie di Maria Ausiliatrice.
Come già ho spiegato in un’altra occasione, parlando con il mio predecessore, D. Pascual Chávez, egli stesso mi faceva partecipe di una sua riflessione, sul pensiero che anche se fino a questo momento le Lettere pubblicate negli Atti del Consiglio Generale sono state tre, potrebbe anche essere opportuno che siano due. Condivido pienamente questa convinzione di D. Pascual, dato che tante volte è stato detto nelle Ispettorie che una periodicità troppo frequente non permetterebbe un’adeguata assimilazione di tutto ciò che si riceve, in questo tanto ricco magistero.

2. Allo stesso tempo ho ritenuto opportuno far arrivare, nel periodo intermedio tra le Lettere degli Atti, altre due lettere, che per la loro forma e il loro contenuto sono differenti e che chiamo LETTERE FAMILIARI. Queste sono concepite come un’espressione molto familiare di condividere notizie, semplici riflessioni di vita, sogni e avvenimenti. Esse vedranno la luce, ordinariamente, tra i mesi di aprile-maggio e il mese di ottobre.

3. Infine, approfittando delle nuove tecnologie e la facilità dei filmati e altri mezzi per farle giungere rapidamente in ogni parte del mondo, abbiamo pensato, insieme al Dicastero della Comunicazione Sociale della Congregazione, che sarebbe molto conveniente farmi vicino a ciascuno di voi mediante un saluto e messaggio filmato, della durata di cinque minuti, che abbiamo prospettato di chiamare “Cari Confratelli”, ed esso, che per la stessa brevità del filmato potrà essere “incollato” nelle reti sociali di comunicazione, permetterà un incontro rapido e un messaggio diretto delle tematiche appropriare per ogni circostanza. Questa comunicazione del “Cari Confratelli” ha come destinatari diretti i miei confratelli salesiani SDB, dato che ho considerato necessario farmi presente tra gli SDB il più possibile, ma potrà essere ben recepita e utilizzata con profitto da tutta la nostra Famiglia Salesiana, naturalmente.

In sintesi. L’intenzione fondamentale è il desiderio di comunicare e mantenere il più possibile vivo il nostro INCONTRARCI, nel corso dell’anno e con i mezzi che ho enumerato.

Desidero, da ultimo, esprimere la mia gratitudine per lo sforzo compiuto nel Dicastero della Comunicazione Sociale e da parte dei Consiglieri Regionali perché – salvo gli Atti del Consiglio Generale che si pubblicano in sei lingue – tutto il resto, sia le LETTERE FAMILIARI ed i Video (“Cari Confratelli”), come pure il Video della Strenna, è pubblicato in 20 lingue.
È questa una scelta consapevole che intende far arrivare il maggior numero di messaggi nelle proprie lingue materne, il che facilita la conoscenza e la vicinanza mutua.

2. UN EVENTO VERAMENTE UNICO E STORICO: TUTTA LA FMIGLIA SALESIANA DEL MONDO A VALDOCCO.

Le Superiore e i Superiori Generali di tutte le Congregazioni della nostra Famiglia Salesiana, i Responsabili degli Istituti di Vita Consacrata, i Presidenti, Coordinatrici e Coordinatori Mondiali di tutti i Gruppi della nostra Famiglia Salesiana, abbiamo vissuto un momento unico e storico.

L’informazione sull’evento è stata offerta con immediatezza e tempestività in quei giorni (31 gennaio e 1° febbraio dell’anno in corso). Con queste righe desidero soltanto sottolineare il valore UNICO e STORICO che quell’incontro ha avuto. Sono stati convocati tutti i ‘Responsabili generali’ dei 30 Gruppi che fanno parte giuridicamente della nostra Famiglia Salesiana, per vivere insieme, attorno a Don Bosco nei luoghi salesiani di Valdocco e I Becchi, il nostro essere figli di un medesimo Padre carismatico. Volevamo essere uniti e in comunione, pregare insieme ed esprimere, in molti modi, la nostra appartenenza a questo grande albero che è la nostra Famiglia Salesiana, con un tronco comune: Don Bosco e il Carisma Salesiano.
La convivenza è stata molto piacevole. Abbiamo potuto percorrere insieme i nostri “luoghi santi salesiani” a I Becchi, Colle Don Bosco, Chieri e Valdocco. Rinnovare il nostro impegno e la missione in favore delle giovani e dei giovani del mondo, specialmente i più poveri, abbandonati ed esclusi, è stata “una professione di Fede Cristiana-Salesiana” davanti al Signore, davanti alla nostra Madre Ausiliatrice, davanti a Don Bosco (e Madre Mazzarello e Domenico Savio nella Basilica) e tutti i Beati della nostra Famiglia salesiana nel cielo.
Fra tutte le presenze, quella del Rettor Maggiore emerito, D. Pascual Chévez, che ha accettato molto volentieri il mio invito, come sempre fa, è stata una deliziosa e significativa espressione di comunione e continuità nell’animazione della nostra Famiglia Salesiana.
Indubbiamente, quanti abbiamo vissuto questi momenti siamo tornati felici alle nostre case, ma soprattutto la nostra COMUNIONE COME FAMIGLIA SALESIANA è stata un’espressione vivissima della sua realtà. Rendiamo grazie al Signore per questo!

3. NOTIZIE CHE PARLANO DI VITA IN FAVORE DEI PIÙ BISOGNOSI.

Vorrei terminare questa breve Lettera condividendo alcune notizie del molto che il Signore ci consente di fare come Famiglia Salesiana nel mondo in favore di più bisognosi.
Mi perdonerete perché non posso esporre per esteso, né conosco quello che fra tutti facciamo. Quello che riferisco vuol essere solo un flash, ma invito tutti i Gruppi a vedersi riflessi in ciò, conoscendo le proprie realizzazioni.
Sono semplicemente buone notizie che riempiono il cuore di gioia e soddisfazione perché, pur essendo convinto che la semplicità e l’umiltà devono essere il nostro distintivo nell’essere e lavorare per gli altri, e nel come mostrarci in pubblico, tuttavia sono anche convinto, come molto bene faceva Don Bosco, che dobbiamo far conoscere il bene che si fa.

Solo come breve spunto, sottolineo, a modo di esempio:

1.- Il meraviglioso servizio di accoglienza dei rifugiati e di attenzione alla vita e alla salute che tra SDB, FMA e varie altre Congregazioni della nostra Famiglia Salesiana stiamo prestando a più di duemila rifugiati nel territorio delle nostre citatissime comunità in JUBA-Sud Sudan.

2.- Quindici nostri confratelli salesiani in Sierra Leone non hanno esitato un momento a rimanere con la propria gente e dal 8 dicembre, giorno dell’Immacolata, dopo una conversazione via skype che ebbi con loro, e con la benedizione di Maria Ausiliatrice, si è avviata la realtà dei luoghi di accoglienza per gli orfani che hanno perso i propri genitori a causa del Ebola. In poche settimane abbiamo trasformato due scuole che erano chiuse in due case-focolari per questi ragazzi che staranno con noi per anni.

3.- Nelle Filippine, con grande aiuto di tutti, del Rettor Maggiore a suo tempo, delle Procure missionarie e di altri Gruppi, è stata possibile la ricostruzione di più di 3000 semplici abitazioni e 11 centri educativi, dopo il devastante tifone Haiyan.

4.- In Odessa le nostre sorelle FMA e i nostri confratelli SDB lavorano generosamente per assistere tante famiglie di rifugiati, che hanno vera necessità di sostentamento, appoggio e servizio, in cui sono coinvolte anche molte famiglie cristiane della stessa città di Odessa.

5.- È stato in Colombia dove quest’anno la formazione per il lavoro e lo sviluppo umano nelle opere della nostra Famiglia Salesiana ha ricevuto un riconoscimento a livello nazionale.

6.- La Siria è permanentemente una nostra preoccupazione. Sta essendo molto dura questa realtà di guerra per i nostri fratelli e sorelle e per le case del Medio Oriente. Concretamente ad Aleppo (Siria) i giovani delle nostre case sfidano continuamente le pallottole e gli spari cercando di dare, per quanto possibile, normalità agli oratori e centri giovanili delle case, col desiderio che la vita continui.

7.- Nel Nepal la presenza consolatrice ed effettivamente solidale dei Salesiani e delle Salesiane in mezzo ai nostri fratelli e sorelle che hanno sofferto per il devastante terremoto è un motivo di profondo rendimento di grazie, pur nel dramma e nel dolore. Ancora una volta Don Bosco ha dato prove tangibili che la globalizzazione della carità e solidarietà è veramente possibile. E questo, principalmente, perché non abbandoniamo il nostro popolo né i nostri giovani, e per il buon lavoro delle reti internazionali salesiane.

8.- Nello Yemen è stato il valore e la forte motivazione dei nostri quattro confratelli dell’Ispettoria di Bangalore, che vivono e lavorano in questo paese, ciò che ha dato sollievo in mezzo alla drammatica situazione di guerra. Essi hanno fatto tutto il possibile per restare lì e stare con la propria gente.

9.- Dal Pakistan abbiamo avuto notizia della testimonianza di un nostro giovane ex-allievo martire di 19 anni, Akash Bashir, che ha immolato la propria vita all’ingresso della parrocchia San Giovanni in Lahore, difendendo la comunità cristiana da un suicida-bomba.

10.- Di una grande accettazione ed accoglienza mediatica è stata la campagna realizzata dalle “Missioni Salesiane” nella Procura missionaria di Madrid, Spagna, contro la tratta dei minori. Il documentario “Non sono in vendita” ha messo in evidenza una realtà complessa, invisibile e allarmante, avendo una grande accoglienza sociale.

11.- Da ultimo, una realtà molto bella che sto incontrando nel mondo è quella delle tante presenze nelle quali come fratelli e sorelle abbiamo sommato le forze sempre a favore dei nostri destinatari. Serva come esempio Papua Nuova Guinea, dove FMA e SDB lavoriamo insieme a favore delle ragazze e dei ragazzi in due case che accolgono ragazze e ragazzi che non potrebbero studiare se non avessero questa opportunità che offriamo loro, trovandosi in luoghi lontani all’interno del paese.

CONCLUDO con un vivissimo ringraziamento al Signore per quanto ho esposto. È molto il bene che si fa in ciascuna delle nostre Istituzioni e come Famiglia Salesiana, è ciò non fa che rallegrare profondamente ed animare a tendere sempre al PIÙ nella fedeltà alla missione e nella fedeltà ai destinatari di essa.

Un grazie, in questa occasione, per la bella realtà di Famiglia Salesiana alla quale mi sono riferito.
E un grazie, da ultimo, per il dono delle nostre rispettive vocazioni. Un primo dovere che tutti abbiamo è precisamente di aiutarci ad essere “vocazionalmente in forma” (per dirlo con una metafora sportiva), vale a dire essere pieni di motivazioni e di desiderio di vivere con autentica passione per il Signore Gesù Cristo e per il Regno.

In questo giorno di Pentecoste e davanti a Maria Ausiliatrice, vi assicuro la mia preghiera, miei cari fratelli e sorelle. Che lo Spirito Santo vi colmi dei suoi doni!

In Valdocco, 24 maggio 2015
Solennità di Pentecoste.

P. Ángel Fernández A.,SDB
Rettor Maggiore