San Giovanni Evangelista

La chiesa di san Giovanni Evangelista con l’annesso edificio, opera famigliarmente detta il “San Giovannino”, testimonia direttamente il lavoro instancabile di don Bosco per l’educazione dei giovani e i suoi orizzonti sempre più vasti.Accanto all’Oratorio di san Luigi, infatti, e come suo naturale sviluppo, Don Bosco volle erigere una chiesa ed un «ospizio» con scuola per giovani «poveri ed abbandonati», al fine di rendere più efficace la sua opera educativa.

1.La storia

La chiesa è chiamata “San Giovannino” per distinguerla dalla cattedrale dedicata a San Giovanni Battista, patrono della città. Don Bosco la pensò a lungo, unitamente all’istituto annesso, perché riteneva che per incidere profondamente nella zona non bastasse l’oratorio San Luigi, che aveva fondato nel 1847. Una volta superati gli ostacoli, soprattutto per l’acquisto del terreno, diviso in tanti piccoli appezzamenti, decise di non badare a spese, per ottenere che la chiesa figurasse degnamente fra gli edifici che si venivano allineando lungo il corso dedicato al re Vittorio Emanuele II. L’architetto, conte Edoardo Arborio Mella, disegnò una chiesa ispirandosi allo stile romanico lombardo del XIII secolo. La pietra angolare fu collocata il 14 agosto 1878, con la benedizione dell’arcivescovo Gastaldi. Nel 1882 la chiesa era terminata e il 28 ottobre fu solennemente consacrata. La prima messa fu celebrata da Don Bosco verso mezzogiorno.

2.La chiesa

Parte prima

 

Parte seconda

  

La chiesa occupa un’area rettangolare di circa 60 m in lunghezza per 22 m in larghezza. Sulla facciata s’innalza il campanile a 45 m di altezza. L’interno della chiesa è diviso in tre navate, quella centrale doppia in dimensioni rispetto alle laterali. La navata centrale termina in un’abside semicircolare, conclusa da una volta a bacino, in cui campeggia un dipinto ad uso mosaico alla bizantina del pittore torinese Enrico Reffo, che raffigura il Calvario e il momento in cui Gesù crocefisso pronuncia le parole del suo testamento: “Donna, ecco tuo figlio”, e al discepolo prediletto, san Giovanni: “Ecco la Madre tua”. Le navate laterali si prolungano attorno all’abside formando un ambulacro ad anello che circonda la navata centrale. L’arcata di mezzo, che misura 19 m di altezza, e quelle laterali di 8 m, sono sorrette da una serie di pilastri alternativamente dell’altezza di 6 m e di 12 m, dando luogo a 6 arcate per parte: i pilastri sono adorni di colonnette per metà sporgenti, con capitelli cubiformi, ornati con la croce. Nelle cinque finestre circolari sottostanti il dipinto sono rappresentati, su vetro (in ordine da sinistra), san Pietro, san Giacomo, San Giovanni, sant’Andrea e san Paolo: opera del pittore Pompeo Bertini di Milano. I sette medaglioni sulle pareti laterali e sopra la porta centrale (3+3+1) raffigurano i sette vescovi dell’Asia minore nominati nell’Apocalisse, cioè i vescovi delle chiese di Efeso, Smirne, Pergamo, Tiatira, Sardi, Filadelfia e Laodicea. I medaglioni sono opera di Enrico Reffo. Sono pure del Reffo i due grandi quadri sulle pareti laterali del presbiterio, manifestanti l’apostolato e la carità di San Giovanni Evangelista. Nella volta sopra il presbiterio sono dipinti l’Agnello e due gruppi di angeli. Il concetto dell’artista Giuseppe Rollini è tolto dall’Apocalisse: l’Agnello di Dio, Gesù Cristo, rompe i sigilli che chiudevano il libro contenente i futuri destini della Chiesa, mentre i cori angelici sciolgono all’Agnello un inno di lode e di vittoria. Infine, accanto al portale principale, appena entrati sulla destra, campeggia una sontuosa statua dedicata a papa Pio IX, che don Bosco volle come monumento di riconoscenza per gli insigni benefici da lui ricevuti.

3.L'organo

 

All’interno della chiesa è collocato l’imponente organo di 3600 canne, opera del cav. Giuseppe Bernasconi da Bergamo. Don Bosco lo inaugurò nel luglio del 1882 con una serie di concerti durati quattro giorni, che attirarono nella nuova chiesa non meno di 50.000 persone. Lo strumento, in occasione del centenario della chiesa, è stato sottoposto a restauro, ampliato e collocato nell’ambulacro dietro l’altar maggiore.

1.L'Istituto

 

Accanto alla nuova chiesa don Bosco volle subito edificare «un ospizio per giovanetti poveri ed abbandonati». In breve tempo sorse perciò, tra la chiesa e via Madama Cristina, un collegio capace di 350 allievi, in perfetta linea architettonica con l’edificio sacro. Entrato in funzione nell’autunno del 1884, ospitò per i primi dieci anni gli adulti che aspiravano alla vita salesiana. Nel 1894 l’Istituto fu convertito in collegio con scuole elementari e ginnasiali, riconosciuto nel 1905 come Ginnasio pareggiato. Oggi l’edificio è sede di un Convitto universitario e di un oratorio ed accoglie attività pastorali per gli immigrati filippini.

2.L’attualità dell’opera

durante la visita all’opera è possibile conoscere le attività pastorali che offre e incontrare dei testimoni.
– Centro accoglienza di minori stranieri non accompagnati: conoscenza del fenomeno migratorio a partire dai racconti degli adolescenti giunti in Europa e i loro sogni,
– Incontro con operatori qualificati: salesiani, educatori professionali e volontari. Condivisione del progetto educativo pastorale vissuto in una situazione multietnica e multireligiosa.
– Esperienza di servizio/conoscenza dell’educativa di strada: operatori professionali, giovani immigrati e italiani che vivono la proposta che l’oratorio offre al parco del Valentino;
– Visita con gli operatori di alcuni luoghi del territorio (i Murazzi del Po, il parco del Valentino, quartiere San Salvario, le piazze del centro…) per conoscere gli aspetti problematici a carattere sociale ed educativi di San Salvario (prostituzioni, spaccio, movida…) con tutti gli interventi a carattere educativo in rete presenti sul territorio;
– visita e incontro con altre realtà ecclesiali a servizio della carità: senza fissa dimora (suore vincenziane), madri sole con bimbi piccoli (suore vincenziane), prostitute (piccole sorelle di Charles de Foucauld), immigrati adulti (caritas parrocchiale)
– visita e incontro con comunità non cattoliche: comunità valdese, comunità ebraica, luoghi di preghiera islamici.

AUDIOGUIDE

APPROFONDIMENTI

MAPPA

Visite

Visita chiesa San Giovanni Evangelista: con guida esperta dal taglio storico artistico o con guida dal taglio storico spirituale; possibilità di Celebrazioni: giorni feriali dalle 8 alle 17,30; giorni festivi dalle 14 alle 17,30. Possibilità di confessioni: dalle 7 alle 12; dalle 17 alle 19 tutti i giorni. SS. Messe: feriali ore 7,30 e 18,00; festive 8; 10,30; 12,15 in lingua filippina; 18,00.
Visita del salone-teatro San Luigi posto nell’interrato della chiesa: unico rimasto tra quelli costruiti e usati da don Bosco. Visita della cappella voluta da don Bosco per i ragazzi dell’Oratorio posta nella cripta della Chiesa. Visita su prenotazione.
Visita dell’Oratorio San Luigi, secondo oratorio di don Bosco, luogo di apostolato di santi e beati della chiesa (don Rua, don Rinaldi, don Murialdo, don Guanella, don Cimatti, don Caravario, don Markievich…). Aperto l’8 dicembre 1847. Visita su prenotazione.
Visita chiesa parrocchiale Santi Pietro e Paolo Apostoli, in via Saluzzo 25 bis. Prima chiesa costruita in Torino dopo l’unità d’Italia. Frequentata da don Bosco. Possibilità di celebrare la S. Messa dalle 8,30 alle 18,00 nei giorni feriali; dalle 14 alle 18,00 neo giorni festivi. SS. Messe: feriali 8,00 e 18,30; festive 9; 10,30; 11,30; 18,30. Possibilità confessioni tutti i giorni dalle 8,30 alle 12,00; dalle 15 alle 19,00.
Visita oratorio San Giuseppe (oggi chiamato Santi Pietro e Paolo), in via Giacosa 8, terzo oratorio di don Bosco. Aperto nel 1859 su invito del cav. Uccelletti, poi diventato salesiano.

Info:

Possibilità di consumazione pranzo al sacco sia all’aperto che al chiuso; possibilità di uso wc e docce per gruppi di passaggio; ospitalità per gruppi giovanili presso il San Luigi in palestra fino a 100 persone, possibilità servizio catering convenzionato, possibilità uso cucina.
Ospitalità in autonomia presso la canonica della parrocchia con cucina in autogestione fino a max 15-20 persone.
Sul territorio sono presenti numerosi locali disponibili per la consumazione di pasti a costi diversi.

Contatti:

Istituto Salesiano San Giovanni Ev.
Via Madama Cristina, 1
tel. 011.19839492; fax 011.0703992; cell. direttore 3387259651
direttore.sangiovanni@salesianipiemonte.it
www.sangiovannievangelista.net

Oratorio Salesiano San Luigi
Via Ormea, 4
10125 Torino
donmauro@sanluigitorino.org
oratorio@sanluigitorino.org
skype: mauro.mergola
www.sanluigitorino.org

Parrocchia SS. Pietro e Paolo
Via Saluzzo, 25 bis
10125 Torino
donmauro@santipietroepaolo.to.it
tel. 011.6505176
fax 011.6693085

Come arrivare con i mezzi pubblici:

Da Corso Vittorio Emanuele II – Stazione Porta nuova: linea 67 in direzione “ADA NEGRI CAPOLINEA”
Da Corso Vittorio Emanuele II: linea 34 in direzione “Cimitero Sud”
Da Piazza XVIII Dicembre – Stazione Porta Susa: Prendere la linea METRO in direzione PORTA NUOVA