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Il Congresso Storico Internazionale del Bicentenario, uno dei grandi eventi in programma per quest’anno, si svolgerà al “Salesianum” di Roma dal 19 al 23 novembre e riunirà rappresentanti di tutte le Ispettorie dei Salesiani e delle Figlie di Maria Ausiliatrice (FMA) attorno al tema “Sviluppo del carisma di Don Bosco fino alla metà del secolo XX”.

È un evento progettato fin dall’inizio in maniera congiunta da Salesiani e FMA con un gruppo di coordinamento costituito da don Francesco Cereda, Vicario del Rettor Maggiore, sr Piera Cavaglià, Segretaria Generale delle FMA, don Aldo Giraudo per la storia della spiritualità salesiana, don José Manuel Prellezo per la storia della pedagogia salesiana, don Giorgio Rossi per la storia dell’opera salesiana, e don Bruno Bordignon, come segretario.

In questi giorni è stata pubblicata la versione definitiva del programma del Congresso: saranno previste 9 relazioni fondamentali al mattino e 38 comunicazioni per gruppi al pomeriggio, oltre alle presentazioni dei volumi: “Fonti salesiane”, “Epistolario di Don Bosco”, “La storiografia salesiana tra studi e documentazione nella storiografia postconciliare”.

Il programma si articola in tre giornate fondamentali sulla storia dell’opera, della pedagogia e della spiritualità salesiane; ci saranno poi due mezze giornate di apertura e chiusura in cui verrà presentato l’orizzonte di attualità del carisma di Don Bosco. Saranno presenti anche il Rettor Maggiore, la Madre generale delle FMA e rappresentanti dei gruppi della Famiglia salesiana.

Il Comitato preparatorio ha convenuto sul tema e titolo del Congresso dopo vari incontri di discussione. Ha spiegato sr Grazia Loparco: “Può sorgere la domanda: perché celebrare il Bicentenario della nascita di Don Bosco con un evento che intende scandagliare non la sua persona direttamente, ma quello che ha avuto origine da lui, ed è continuato dopo di lui? In realtà il percorso biografico di Don Bosco resta sullo sfondo, per diversi motivi. Uno è che molto è stato scritto di lui e in rapporto al suo contesto. (…) Un altro congresso sulla vicenda personale di Don Bosco potrebbe diventare meno incisivo rispetto all’utilità di spingere lo sguardo oltre, nella storia e nella geografia, come egli stesso amava fare”.

“Del resto – prosegue la religiosa e studiosa FMA – con questa scelta ci si inserisce pienamente nella linea della storiografia salesiana che da almeno un quindicennio sta approfondendo l’Opera salesiana all’indomani della morte del fondatore. C’è una nascita anagrafica, il 16 agosto 1815, con una traiettoria che si chiude il 31 gennaio 1888; e c’è contemporaneamente l’origine di un carisma che da lui inizia e dà vigoroso impulso alla diffusione in tutti i continenti”.


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